Sostegno all’Assessore Franca Bellorio

Nei giorni scorsi abbiamo appreso direttamente dai giornali la posizione del circolo Pd di Ala nei confronti dell’Assessore Franca Bellorio. Seppur ritenendo che non sia nostro compito ficcare il naso nelle questioni interne al gruppo Pd, crediamo sia doveroso esprimere a Franca il nostro sostegno e la nostra solidarietà, nonostante non sia stata eletta con la nostra lista. Riteniamo che lei, come del resto tutti i membri della giunta comunale di Ala, stia svolgendo un buon lavoro nei panni di amministratrice.

Nell’ambito delle materie di sua competenza (informatizzazione, lavoro e commercio) ha ottenuto ottimi risultati come molti ad Ala hanno il modo di apprezzare. L’attuale sistemazione del mercato cittadino, l’attività di coordinamento svolta per rendere possibile la costituzione del primo consorzio cittadino dei commercianti, l’informatizzazione della macchina amministrativa o l’ampliamento dei posti di lavoro socialmente utili attraverso la partecipazione al progetto “Intervento 19” sono solo alcune delle cose ben fatte dall’Assessore da quando svolge il suo incarico.

In questi due anni abbiamo avuto modi di apprezzare non solo l’amministratrice, che fin dal primo momento ha condiviso il nostro progetto di rinnovamento, ma anche la persona, sempre disponibile al confronto. Riteniamo che Franca con il suo buon lavoro rappresenti pienamente i cittadini di Ala e gli elettori che nel maggio 2010 hanno voluto dare fiducia alla nostra coalizione.

Il gruppo consigliare ed i membri della “Bussola di Ala”

IL PICCOLO MANUEL E IL GIOVANE LORENZO

lettera pubblicata il 3 aprile 2012 sul giornale Trentino – di Manuel Lorenzini (*)

 C’erano una volta, una domenica di metà giugno del 1981 (il 14 per la precisione) due giovani ragazzi: Patrizia e Maurizio. Erano due giovani innamorati e con poche lire in tasca ma con molte belle speranze nel cuore, che, di ritorno da una giornata di tarda primavera trascorsa al lago, volevano andare a passare la serata al Teatro Sociale dove davano “Il Marchese del Grillo”. C’era inoltre, a quel tempo, un altro ragazzo, Lorenzo, sconosciuto ai due. Era anch’egli un giovane di belle speranze, con poche lire in tasca e la passione per la politica nel cuore. Lui non era andato al lago quel giorno, sapeva però come avrebbe passato la serata. Quel giorno infatti il giovane Lorenzo era andato, lui sì, al Sociale a far sentire la sua voce ad un importante congresso della Democrazia cristiana, dove, intervenendo con sicurezza nel dibattito e sbattendo i pugni sul leggio, fra lo stordimento dei più anziani e gli evviva dei suoi giovani amici, come poi riferirono le cronache del tempo, esclamò: “bisogna mettere da parte i capi bastone della DC e dare spazio ai giovani!”.
Patrizia e Maurizio non andarono al Sociale quella sera. Continuarono però a frequentarsi, si sposarono e pochi anni più tardi, nel settembre dell’86, nacque il piccolo Manuel. Lorenzo era già consigliere comunale di Trento e influente capogruppo della DC.
Le notti insonni dei due per i pianti notturni del piccolo Manuel passavano lentamente. Per Lorenzo invece il 1990 arrivò velocemente. Manuel allora frequentava la scuola materna e, tra un disegno e l’altro, di certo non poteva sapere né leggere come il giovane Lorenzo, neanche trentunenne, fosse finito sulle pagine dei giornali nazionali per essere divenuto il più giovane sindaco di una città capoluogo di regione. Manuel intanto cominciava a sillabare senza stufarsi, il giovane Lorenzo a governare il Capoluogo fino a stufarsi.
Patrizia e Maurizio intanto, un po’ meno giovani, dopo aver dato una sorellina al piccolo Manuel, iniziarono a conoscere, innamorandosene, il giovane Lorenzo che, dopo otto anni da sindaco, decise di candidarsi a governatore della Provincia perché ancora fermamente convinto che si dovesse puntare sui giovani, come lui evidentemente. Manuel invece, non più piccolo, frequentava già le superiori.
Il giovane Lorenzo, per la gioia di Patrizia e Maurizio, divenne così Presidente della Provincia. Che anno quel 1998 e poi il 2003 e ancora il 2008! Che anni e che speranze!
Patrizia e Maurizio, non più giovani e con qualche euro in tasca guadagnato a fatica, sono oggi, 2012, ormai prossimi alla pensione. Manuel ha concluso gli studi e ha cominciato a lavorare. Il giovane Lorenzo intanto è stato rieletto tre volte presidente della Provincia e, malgrado i suoi proclami sul lasciare spazio ai giovani, pensa seriamente di candidarsi per un quarto mandato perché, come egli dice, governare la Provincia è la cosa più bella del mondo.
Il piccolo Manuel, che adesso ragiona di suo, si chiede però cosa sia successo in Trentino per arrivare a questa situazione, dove i giovani di oggi non vengono nemmeno considerati e i ruoli “decisionali” continuano ad essere occupati sempre dagli stessi “giovani” dell’81. E non solo in politica. Basti guardare a quello Schelfi nella cui bottega informatica in quel lontano ‘81 (ma tu guarda il caso!) faceva da ragazzo il giovane Lorenzo. Anche lui dopo tre presidenze ha deciso, con sofferenza evidentemente, di candidarsi per la quarta volta.
Trent’anni dunque. Trent’anni! Un terzo di secolo! Stessi nomi, stesse facce, stessi destini. Ma come si è arrivati a questo?
Manuel oggi pensa che ci sia una sorta di concorso di colpa.
In primo luogo la così detta “casta”. Facile a parole a parlare di ricambio, più difficile quando dovesse toccare a chi avendo già dato dovrebbe far posto ad altri. E sai la sofferenza, quella sì, vera!
Poi ci sono tutte le “Patrizie” e i “Maurizi” del Trentino. La loro generazione ha paura del cambiamento, paura di lasciare la strada vecchia per la nuova, perché in fondo “magari chi c’è già non sarà il massimo, ma almeno così so di che mal morire…”.Infine, coloro che forse hanno più colpe: i giovani stessi. La loro rassegnazione fa quasi spavento. Sono talmente delusi dalla politica e dalle sue cattive pratiche fino ad aver paura che se dei loro coetanei decidono di parteciparvi attivamente, non potendo essi cambiare lo stato delle cose quasi fosse una sorta di missione impossibile, verrebbero cambiati loro stessi.
E se un giovane volesse iniziare una pur minima attività politica, da alcuni viene visto come un fatto positivo, ma da molti, troppi, viene considerato una sorta di “male futuro”, con quella diffidenza preventiva che porta a pensare che un “giovane politico” non sia altro che un “vecchio politico” che ci si ritroverà fra i piedi tra qualche anno senza arte né parte. Dimenticando forse la cosa più importante: che cioè non può essere la politica a cambiare le persone, ma devono essere le persone a cambiare la politica. Perché altrimenti la strada rimane spianata solo e sempre per gli stessi. E invece la politica e la sua pratica possono essere diverse. Sono le persone attaccate alle poltrone e al potere che esse rappresentano che non lo rendono possibile.
E allora quanti sono oggi i piccoli Manuel nati quando il giovane Dellai montava già in cattedra al Teatro Sociale? E perché appollaiati sul suo ramo stanno solo ad osservare il “giovane”(ancora?)Lorenzo divenuto anch’egli, a cavallo di due secoli, capo bastone fra capi bastone, invece di proporsi essi stessi per il governo della loro terra per i prossimi… trent’anni? C’è fra loro un piccolo Manuel che possa dire con forza, in una tiepida sera d’inizio primavera: “fuori i capi bastone dai principali posti di governo provinciali?”
Se c’è batta un colpo e chiami a raccolta, chissà magari Patrizia e Maurizio potranno ancora una volta innamorarsene!

 (*)del Comitato La Bussola di Ala

Politicando: un’opportunità per crescere.

di Manuel Lorenzini

“Bastava poco per stare bene con te, bastava averti con me”. Questo è quello che cantava un cantante innamorato qualche anno fa e ascoltando il ritornello di quella canzone non si può non trovare una similitudine con la politica di oggi. In un momento in cui a  regnare è un sentimento comune di “anti-politica” forse alle persone serve davvero che la politica torni a stare tra la gente.

Ed è anche per questo che il Comitato la Bussola, col contributo del “Piano Giovani dei 4 vicariati”, ha messo in piedi un ciclo di 3 serate dal titolo: “Politicando: affrontando i problemi con la politica”.
Nei tre incontri si è parlato di senso della politica nella prima serata, di autonomia e federalismo nella seconda e di immigrazione nell’ultima.
Nella prima serata, dal titolo “Politica. Essenza e futuro”, l’ex Presidente della Provincia e della Regione Flavio Mengoni e il Consigliere Provinciale Mattia Civico hanno dapprima messo a confronto le loro esperienze, rispettivamente da politico “navigato” e da politico alla prima esperienza come Consigliere Provinciale, per poi passare al tema della partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Nel secondo incontro, con il dott. Gianfranco Postal, componente del Comitato Legislativo della  Provincia Autonoma di Trento e autore del libro “La sfida del federalismo fiscale e le ripercussioni sulla PAT”, con il sindaco di Vallarsa Geremia Gios e con il sindaco di Brentino-Belluno Virgilio Asileppi, si è parlato non solo di come si è arrivati all’autonomia e di come può cambiare la situazione dal punto di vista finanziario con la riforma sul federalismo fiscale, ma anche dell’importanza socio-culturale che dà l’Autonomia alle nostre terre.
Infine nell’ultima serata, intitolata “Un popolo di migranti affronta l’immigrazione”, Michela Tomasi, laureata nel novembre 2010 in Società, Territorio e Ambiente con una tesi sulla situazione degli stranieri nei comuni di Ala e Mori, ha fatto una fotografia della situazione immigrati ad Ala, poi Laura Fraceschini, ragazza alense laureata in psicologia e esperta di mediazione civica, ci ha parlato proprio di un di un progetto di mediazione civica dal titolo “Dal conflitto alla mediazione di quartiere: la mediazione civica” svolto nel comune di Arzignano, in provincia di Vicenza, e infine Daniel Oros Sorin, cittadino rumeno dal 2000 in Italia e residente ad Ala da 8 anni, ci ha raccontato la sua esperienza.

Noi della bussola ci teniamo a ringraziare tutti i relatori che con la loro disponibilità hanno reso questi tre incontri non solo possibili, ma sopratutto interessanti, piacevoli e formativi.

Ci preme ringraziare inoltre tutte le persone che sono venute ad assistere a queste serate: sono la prova che la voglia di parlare di polita è presente e che, come è emerso dalla prima serata, una cittadinanza che partecipa alla vita politica della propria città non può che essere una ricchezza per la comunità stessa (per chi non fosse riuscito a venire a breve sul sito www.comitatolabussola.it saranno caricati i video delle serate). In fondo, citando un antico detto cinese che dice “la goccia del fiume non sta a chiedersi se la sua esistenza possa essere importante o meno per quel fiume, perché essa è il fiume”, si può dire che “il singolo cittadino non deve chiedersi se la sua esistenza possa essere importante o meno per la sua comunità, perché esso è la comunità”.

pol grazie

Complimenti Stefano!

In questo post facciamo i complimenti a Stefano Parmesan che dopo più di dieci mesi trascorsi ad Atlanta negli Stati Uniti, nei giorni scorsi ha conseguito un master degree in Scienze informatiche in Intelligent Systems presso il Georgia Institute of Technology.

Complimenti Stefano e attendiamo il tuo ritorno ad Ala e alle riunioni del comitato la Bussola!

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l'Adige 11 maggio 2011 cronaca Vallagarina

l'Adige 11 maggio 2011 cronaca Vallagarina

Lettere quotidiano “il Trentino” – marzo 2011

Anche se in ritardo, pubblichiamo le lettere apparse sul quotidiano “il Trentino” gli scorsi 10, 12, 17 e 20 marzo 2011 riguardanti la proposta di legge popolare.

La lettera del 10 marzo è firmata da Maurizio Panizza del circolo Sel della Vallagarina e si riferisce al parere negativo della Prima commissione permanente. Il 12 marzo viene pubblicata la risposta del consigliere provinciale Renzo Anderle e il 17 quella del consigliere provinciale Bruno Firmani. La lettera del 20 marzo è la controreplica di Panizza. In calce alle lettere è possibile leggere l’opinione del direttore de “il Trentino” Alberto Faustini.

Cliccando sull’immagine è possibile leggere la lettera.

  • lettera 1

    il Trentino del 10 marzo 2011_lettera Maurizio Panizza

    il Trentino del 10 marzo 2011_lettera Maurizio Panizza

  • lettera 2

    il Trentino del 12 marzo 2011_risposta cons. Anderle

    il Trentino del 12 marzo 2011_risposta cons. Anderle

  • lettera 3

    il Trentino del 17 marzo 2011_risposta cons. Firmani

    il Trentino del 17 marzo 2011_risposta cons. Firmani

  • lettera 4

    il Trentino del 20 marzo 2011_controreplica Maurizio Panizza

    il Trentino del 20 marzo 2011_controreplica Maurizio Panizza

Risalto comunicato Bussola: “il Trentino” e “il giornale sentire”

Di seguito riportiamo gli articoli apparsi domenica 27 marzo sul quotidiano “il Trentino” e sul giornale online “Sentire”.

IL TRENTINO pag. 18

«Delusi dalla classe politica ma la nostra battaglia prosegue»

TRENTO. Delusi per essere stati «liquidati dalla classe politica trentina», ma decisi ad andare avanti. Il comitato «la Bussola» incassa il no del consiglio provinciale alla proposta di eliminare la «porta girevole» e di imporre il limite dei due mandati.
Il comitato di giovani, forte di 3.417 firme raccolte, aveva presentato una proposta di legge di iniziativa popolare, bocciata mercoledì dal consiglio provinciale, per eliminare il sistema della cosiddetta «porta girevole» (il fatto che il consigliere che diventa assessore cede il posto al primo dei non eletti) e per limitare a due i mandati dei consiglieri.
«Nel 2009 – commenta il comitato – abbiamo sollevato i problemi derivanti dalla “porta girevole” e i costi che questo meccanismo comporta, stimando la spesa in 7 milioni di euro a legislatura. Più che dalla bocciatura della proposta di legge, siamo molto delusi dal fatto che durante i 20 mesi che hanno separato il deposito delle firme dal voto in aula, i membri del consiglio non ci abbiano mai contattato per informarsi sullo spirito dell’iniziativa. Abbiamo provato a proporre alla massima istituzione trentina una proposta costruttiva, abbiamo educatamente bussato in oltre 3 mila alla porta del consiglio, ma la porta ci è stata sbattuta in faccia».
I firmatari della proposta di legge lamentano di essere stati «frettolosamente liquidati dalla classe politica»: «Ma non ci sentiamo perdenti – aggiungono – perché le generazioni perdenti sono quelle i cui padri non hanno avuto speranze, non quelle le cui speranze sono state sconfitte. Noi non ci sentiamo perdenti perché non abbiamo perso la speranza di cambiare questa nostra terra. Per questo motivo abbiamo intenzione di continuare la battaglia, presentando in futuro altre proposte costruttive per migliorare il nostro territorio».

Al seguente link è possibile accedere al sito del giornale online “SENTIRE” e leggere il nostro commento intitolato:

Ala, se i cittadini diventano una ‘bussola’

Proposta di legge – come è andata in Aula

Riportiamo gli articoli apparsi sul quotidiano l’Adige giovedì 24 marzo e venerdì 25 marzo riguardanti la bocciatura del disegno di legge ad iniziativa popolare da parte del Consiglio Provinciale di Trento.

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l'Adige di giovedì 24 marzo 2011. pag18 Cliaccando sull'immagine è possibile leggere l'intero articolo

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l'Adige di venerdì 25 marzo 2011. pag19 Cliaccando sull'immagine è possibile leggere l'intero articolo

Proposta in Aula

Oggi, mercoledì 23 marzo 2011 alle ore 10.00 verrà discusso e poi votato il disegno di legge popolare n.60/XIV.

Per chi non potrà essere sugli “spalti” del Consiglio qui è possibile seguire la diretta video della seduta in streaming oppure guardare la registrazione.

Consapevoli che questa nostra battaglia in questo ultimo periodo è stata condivisa, oltre che dai 3417 firmatari, anche da molti gruppi e frange della società trentina chiediamo nuovamente al Consiglio Provinciale di discuterne seriamente ed avviare un dibattito costruttivo che porti a modificare l’attuale legge elettorale.

Qui sotto riportiamo il trafiletto apparso oggi sul quotidiano l’Adige a pag. 14:

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POSIZIONE COMITATO “LA BUSSOLA” IN SEGUITO AL PARERE NEGATIVO ESPRESSO DALLA PRIMA COMMISSIONE PERMANENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE RIGUARDANTE IL DISEGNO DI LEGGE POPOLARE N.60

Venerdì 11 febbraio 2011

In seguito alla decisione adottata dalla Prima commissione permanente del Consiglio Provinciale di respingere il disegno di legge ad iniziativa popolare sottoscritto da 3417 elettori, e presentato dal comitato “la Bussola”, desideriamo esprimere alcune considerazioni.

Fin dalla presentazione del disegno di legge, come comitato proponente, abbiamo sempre dichiarato che la nostra proposta vuole essere uno stimolo  per il Consiglio Provinciale ad avviare una seria e costruttiva riflessione sulla legge elettorale provinciale, in quanto, come si presenta oggi, lascia molti dubbi riguardo alla stabilità dell’assetto istituzionale provinciale. Con il nostro disegno di legge proponiamo inoltre, di introdurre un inedito limite di mandato anche per i consiglieri provinciali (come già previsto per presidente Provincia) facendoci portatori di una richiesta dei cittadini sempre più frequente: rinnovare la politica.

Quando nell’autunno 2008  abbiamo avviato quest’iniziativa, abbiamo deciso di utilizzare lo strumento dell’iniziativa di legge popolare proprio per non portare all’esame una proposta “a scatola chiusa”, ma nella speranza che i consiglieri provinciali potessero portare il loro importante contributo. Purtroppo, almeno a vedere i lavori della commissione, questo non è avvenuto. Dopo il deposito delle firme avvenuto nel luglio 2009, siamo stati convocati per presentare il disegno di legge alla commissione nel settembre 2009 per poi essere accantonati fino allo scorso 8 febbraio.

Durante la seduta di martedì scorso abbiamo ascoltato le motivazioni e le giustificazioni del voto dei consiglieri ma, purtroppo, nessuna controproposta o soluzione alternativa. In compenso, i membri della commissione non si sono fatti mancare la malsana abitudine a rinfacciarsi tra loro battutine e frecciatine riguardanti i politici e le vicende nazionali,, dando prova che la politica imperniata sulla costante contrapposizione tra “curva nord contro curva sud” o la politica del “tifo da stadio” non porta da nessuna parte.

In seguito alla discussione, a cui ha partecipato anche l’assessore  agli enti locali Mauro Gilmozzi e dove è stata lodata l’iniziativa perché presentata da un gruppo di giovani, i 7 membri della commissione hanno votato i 2 articoli del disegno di legge. Il primo articolo (abolizione “porta girevole”) ha trovato il favore dei consiglieri Savoi, Penasa e Borga, mentre contrari sono stati i

consiglieri Cogo, Anderle, Dallapiccola e Firmani. In riferimento al secondo articolo (limite di 2 mandati consecutivi per consiglieri provinciali) hanno espresso un voto favorevole Savoi e Penasa, un voto contrario Cogo, Anderle e Dallapiccola, mentre si sono astenuti Firmani e Borga; i quali “condividevano lo spirito della norma” ma preferivano introdurre un limite di 3 mandati consecutivi anziché dei 2 proposti.

Siamo rimasti sorpresi nel vedere come il consigliere Anderle (nel 2007 in qualità di Sindaco e di Presidente del Consorzio delle Autonomie in una relazione per il Consiglio Provinciale scriveva “Si è inoltre dell’avviso che, ai fini del mantenimento di un collegamento molto forte tra Consiglio provinciale e Giunta, dovrebbe essere rimossa l’incompatibilità tra Consigliere provinciale e componente della Giunta”) e come i consiglieri del gruppo del Partito Democratico (art. 21 statuto PD prevede limite di 3 mandati per membri assemblea) non abbiano accolto la nostra proposta. Probabilmente il ruolo di Consigliere Provinciale provoca repentini cambi d’idea…

Nel pieno rispetto della decisione della Prima Commissione, chiediamo al Consiglio Provinciale e a tutti i suoi componenti di rivedere il parere espresso e, una volta che il disegno di legge approdi in aula, di approvare una norma che rispecchi il pensiero espresso dai 3417 elettori trentini sottoscrittori del disegno di legge.

Ci appelliamo inoltre all’opinione pubblica e ai mezzi d’informazione, chiedendo loro di stimolare un dibattito costruttivo sulla legge elettorale provinciale attualmente in vigore, in modo da spingere il Consiglio Provinciale a ridare stabilità al quadro istituzionale trentino. Se i cittadini faranno nuovamente sentire la loro voce su un tema così importante, i nostri rappresentanti (se tali sono!), non potranno che ascoltare e rivedere le proprie decisioni. In caso contrario sarà la dimostrazione che “la politica dei palazzi” è sempre più distante dalla gente e dai giovani.

Comitato “la Bussola”

La dura battaglia contro gli sprechi. La giovane Bussola per nuove regole

ALA – Chiedere ai politici di professione di farsi da parte e di facilitare il ricambio generazionale, è come chiedere loro di fare harakiri. Ne sanno qualcosa i giovani del comitato «La Bussola», e con loro altri 3500 trentini, che martedi pomeriggio si sono visti bocciare dalla prima commissione del Consiglio provinciale la proposta di legge di iniziativa popolare che chiedeva proprio questo: dopo due mandati i consiglieri si facciano da parte. Insomma rinnovamento. La proposta, invero, andava anche un poco più in là e prevedeva l’abolizione della cosiddetta «porta girevole»: l’incompatibilità fra la carica di assessore provinciale e consigliere. Un meccanismo che sulla carta è ispirato dal principio della separazione fra politica e amministrazione, ma che nei fatti si traduce come un paracadute per far entrare in consiglio provinciale anche i candidati meno votati. Appunto, un harakiri per i politici di professione, che infatti hanno bocciato la proposta in commissione. Contro hanno votato compatti UpT, Patt e Pd, astenuti IdV e PdL, a favore solo la Lega Nord. Come l’hanno presa i ragazzi della Bussola, una trentina di giovani fra i 20 e i 30 anni, studenti e imprenditori, ragazze e ragazzi soprattutto di Ala, ma non solo, che un paio di anni fa decisero di partire dall’Abc dei corsi di educazione civica per arrivare poi a mettere insieme questa proposta «rivoluzionaria»? Corrado Pinter studia scienze politiche a Bologna, ha 22 anni e martedì era fra quelli che hanno illustrato la proposta: «Siamo delusi. Ci aspettavamo una maggiore apertura. Abbiamo incontrato solo chiusure. Ma non ci fermiamo qui. Ora la proposta passerà all’aula, fra marzo e aprile credo. Da qui ad allora ci mobiliteremo, cercheremo di far discutere la società civile trentina. Sappiamo bene che il parere negativo della commissione peserà sulla decisione dell’aula, ma non è escluso che i partiti ci possano ripensare. Del resto noi non vogliamo mandare a casa nessuno: vogliamo tagliare i costi della politica e sboccare il meccanismo della rappresentanza, oggi impermeabile al ricambio». Non hanno intenzione di arrendersi, quindi, i giovani della Bussola ma semmai di rilanciare, esportando la loro esperienza su tutto il territorio provinciale. Ad Ala dove sono nati, lo scorso maggio hanno ottenuto un successo elettorale insperato: 4 consiglieri comunali. Due sono diventati assessori e altri due in consiglio. «Una bella esperienza – ci dice Omar Grigoli, imprenditore trentenne -; siamo entrati come Civici, ciascuno di noi continua a coltivare la propria identità politica, trasversali. Ma lavoriamo per un obiettivo comune. Abbiamo dimostrato che i giovani possono cambiare la politica, peccato che i partiti, come ha dimostrato la commissione, continuino a non accorgersene». E ora? «La battaglia la porteremo avanti senza farci intimorire, vogliamo che arrivi in aula mentre tutto il Trentino ne sta discutendo». Stanno raccogliendo adesioni un po’ in tutto il Trentino: «Siamo sicuri che questa battaglia riusciremo a spostarla su scala provinciale, del resto abbiamo raccolto 3500 firme in oltre 50 comuni del Trentino», promette Pinter. Per saperne di più: www.comitatolabussola.it

l'Adige 10 febbraio 2011, cronaca di Rovereto pag. 31 - Tiziano Bianchi

l'Adige 10 febbraio 2011, cronaca di Rovereto pag. 31 - Tiziano Bianchi